Era il gennaio del 2024 quando Parasite di Bong Joon-ho veniva incoronato dal New York Times come il miglior film del XXI secolo. Un riconoscimento che non stupisce chi ha saputo leggere, nella storia di quella famiglia coreana che si infiltra nell'universo dei ricchi, le tensioni latenti nelle società moderne, dove la ricchezza estrema coesiste con la povertà estrema, generando conflitti pronti a esplodere improvvisamente. La sontuosa villa dei Park diventa palcoscenico di inganni orchestrati dai Kim, che vivono in condizioni precarie ma mostrano un ingegno spiccato per risalire nella scala sociale.
Ma se il cinema sudcoreano ha saputo fotografare le disuguaglianze del capitalismo globale, altre opere stanno emergendo come specchi altrettanto fedeli del nostro presente. In un'epoca in cui Musk è riuscito a far credere che sta con il popolo contro le élite e in cui la politica e la cultura sembrano statiche, immobili, congelate, con quasi tutti i discorsi che rinviano a un passato più stabile, mentre la tecnologia sembra essere l'unica cosa che attualmente va avanti, la creatività contemporanea sta rispondendo con linguaggi nuovi e provocatori.
1. L'arte algoritmica: quando l'intelligenza artificiale diventa co-autrice
Tra le gallerie di tutto il mondo si sta affermando una nuova estetica: quella dell'arte generata dall'intelligenza artificiale. Tra il 2023 e il 2025 l'intelligenza artificiale generativa si è affermata come una grammatica visiva e sonora con una propria autonomia, estendendosi ben oltre i confini dell'ausilio tecnico per divenire un medium vero e proprio, capace di ridefinire le coordinate estetiche del nostro tempo. Non si tratta più di semplici strumenti di supporto alla creazione, bensì di interlocutori attivi che producono forme, ritmi e dispositivi di visione inediti.
Le opere di artisti come Refik Anadol o Rosa Menkman, presentate nella storica mostra "AI Surrealism" di New York nel 2023, non si limitano a utilizzare l'algoritmo come pennello digitale. Nel 2023 a New York si è tenuta "AI Surrealism", definita "la più grande mostra di arte AI al mondo", con 140 opere di 100 artisti internazionali. Vi erano quadri generati con vari strumenti, installazioni AR interattive e sculture stampate 3D da modelli AI. Questo evento ha messo in luce la varietà stilistica dell'arte generativa contemporanea: dal neon barocco di Refik Anadol ai dipinti glitch di Rosa Menkman. Il risultato è un confronto diretto con le nostre paure e fascinazioni per il futuro tecnologico, in cui la macchina non sostituisce l'umano ma ne rivela le contraddizioni più profonde.
2. Il cinema politico del presente: corpi e algoritmi in lotta
Se Parasite resta il manifesto cinematografico della disuguaglianza contemporanea, nel corso del 2025, tra cinema e televisione sono stati rilasciati numerosissimi prodotti audiovisivi con trame, sottotrame e risvolti aventi un significato profondamente ed evidentemente legato al contesto politico attuale. Per quale motivo la produzione degli autori ha iniziato ad affilare maggiormente le proprie armi e scagliarsi con sempre più grande convinzione contro la società e i governi del nostro tempo?
Opere come "No Other Choice" di Park Chan-wook o "I Peccatori" di Ryan Coogler stanno raccontando una società in cui l'assenza di scelta è una condizione, il sunto di ciò che comporta vivere una modernità che non contempla alternative reali al conformismo. E dove emanciparsi, ribellarsi, reinventarsi, o sottrarsi appaiono opzioni impraticabili, l'unica forma di sopravvivenza consiste nel rientrare nella macchina quanto prima, a qualunque costo. A differenza di Parasite, No Other Choice non guarda agli esclusi del capitalismo, ma alla massa operativa: alla classe media come forza lavoro disciplinata, insieme vittima e garante del sistema.
3. La letteratura dell'era digitale: identità fluide e memorie frammentate
Mentre il cinema riflette sulle strutture di potere, la letteratura contemporanea esplora le trasformazioni dell'interiorità. Un libro è fatto soltanto della nostra vita al pc e al telefono, che in effetti è dove passiamo la maggior parte della nostra vita. È un ritratto delirante, velenoso, apocalittico – a tratti idiota e a tratti profondissimo – del disgraziato momento storico in cui viviamo, tutto decorato di emoji kawaii.
Le tendenze letterarie del 2025 confermano questa evoluzione: mai come ora, la letteratura sta abbracciando la diversità in tutte le sue forme. Autori provenienti da culture, etnie e orientamenti diversi stanno portando una ventata di freschezza e innovazione. Questa tendenza riflette un cambiamento profondo nella società, dove la richiesta di rappresentazione è sempre più pressante. Romanzi come "Gli antropologi" o "Orbital" stanno sperimentando nuove forme narrative che riflettono la frammentazione dell'esperienza contemporanea, tra connessioni globali e solitudini digitali.
4. L'arte ambientale: quando l'ecocritica diventa manifesto
Di fronte alla crisi climatica, l'arte contemporanea non può più permettersi di rimanere neutrale. Il panorama letterario internazionale mostra come il dialogo tra letteratura e ambiente non sia una nicchia, ma un elemento fondamentale per comprendere e affrontare le sfide contemporanee. Un tratto distintivo dell'ecocritica è la capacità della letteratura di anticipare scenari futuri, spesso distopici, derivanti dall'impatto dell'uomo sulla natura. L'idea che la letteratura possa servire come avvertimento è evidente in opere recenti come Spillover di David Quammen.
Installazioni come "Paradiso" di Gian Maria Tosatti ai Magazzini Raccordati di Milano o le opere presentate nella mostra "Artefici del nostro tempo" a Venezia dimostrano come l'arte stia elaborando un linguaggio specifico per l'era dell'Antropocene, dove l'opera affronta il difficile presente storico con una visione distopica e simbolica. L'installazione rivela un "paradiso svuotato", simbolo della distruzione degli ideali e della progressiva devastazione della società. La mostra è un'occasione unica per riflettere sul nostro ruolo nel mondo contemporaneo.
5. Il festival filosofico: quando il pensiero scende in piazza
Infine, c'è una forma culturale che meglio di altre sta interpretando il bisogno di senso del nostro tempo: i festival di filosofia. Il festivalfilosofia cambia per tre giorni il volto delle città di Modena, Carpi e Sassuolo allestendo spazi aperti, comuni e diffusi di formazione e di conversazione. Lezioni magistrali di protagonisti della scena culturale italiana e internazionale stanno dimostrando che il pensiero critico può essere accessibile e necessario.
L'edizione 2025 sarà dedicata al tema "paideia", concetto cardine della tradizione filosofica, che evoca l'idea di formazione integrale dell'essere umano. Le città si trasformeranno in un grande laboratorio a cielo aperto del pensiero contemporaneo, con oltre 150 appuntamenti gratuiti. La paideia, intesa come progetto educativo complessivo, sarà indagata in tutte le sue dimensioni: dal sapere ai valori, dalla trasmissione culturale alla relazione tra individuo e collettività.
In un'epoca in cui il dibattito pubblico sembra ridursi a slogan e polarizzazioni, queste manifestazioni offrono uno spazio di riflessione collettiva che si configura come opera d'arte totale: performance, installazioni, dibattiti e concerti si fondono in un'esperienza che è essa stessa una risposta creativa alle sfide del presente.
Queste cinque tipologie di opere – dall'arte algoritmica ai festival filosofici – non sono semplici prodotti culturali, ma veri e propri dispositivi di comprensione del reale. Ci aiutano a decifrare un presente complesso, in cui il 2025 dell'arte contemporanea è polifonico, fluido, interconnesso. Le tendenze si moltiplicano e si contaminano, riflettendo le complessità del nostro tempo. Sono le nostre bussole culturali in un mondo che cambia velocemente, specchi fedeli di un'umanità che cerca ancora le parole per raccontare se stessa.
