Ogni estate tornano loro, protagoniste di balconi e giardini: le piante antizanzare. Citronella, lavanda, basilico, geranio: si comprano con la speranza di poter finalmente stare all'aperto senza essere divorati. Ma la domanda che tutti si fanno è: funzionano davvero?

La risposta onesta è: sì, ma con un grande "se". Queste piante aiutano a tenere lontane le zanzare, ma non fanno miracoli e soprattutto non basta tenerle in vaso, intatte, per liberarsi degli insetti. Il segreto sta nel come si usano. Ecco le 7 piante più efficaci e i trucchi per farle funzionare davvero.

Come funzionano (e perché in vaso da sole non bastano)

Partiamo da qui, perché è la chiave di tutto. Il potere repellente di queste piante sta nei loro oli essenziali: sostanze aromatiche che, per noi profumate, risultano sgradite alle zanzare e ne confondono l'olfatto, con cui individuano le prede.

Il punto cruciale è che questi oli non si liberano da soli in grande quantità. Una pianta ferma in un angolo emette poco profumo. L'effetto aumenta molto quando le foglie vengono stropicciate, quando la pianta è sana e in pieno sole (che stimola la produzione di oli), e quando è collocata nei punti di passaggio dell'aria: davanzali, ringhiere, vicino a porte e finestre, dove le correnti trasportano l'aroma. Tenetelo a mente per tutte le piante che seguono.

1. La citronella: la più famosa (e la più sopravvalutata)

È il simbolo dell'antizanzare, presente in spray, candele e creme. La citronella vera appartiene al genere Cymbopogon, una graminacea tropicale simile a un grosso ciuffo d'erba, e sprigiona un intenso aroma agrumato ricco di citronellale, la sostanza che dà fastidio alle zanzare.

Prima di comprarla, però, occorre sapere una cosa che i vivai non dicono volentieri: la pianta venduta d'estate con il cartellino "citronella", quella dalle foglie frastagliate e vellutate che profuma di limone quando la si tocca, molto spesso non è affatto una Cymbopogon, ma un geranio odoroso selezionato e commercializzato come Pelargonium citrosum. È una bella pianta, ma il suo effetto sulle zanzare è modestissimo, e le prove condotte in laboratorio non hanno mostrato risultati apprezzabili. Se cercate la citronella vera, guardate la forma: ciuffo di lunghe foglie nastriformi, non cespuglio a foglia tonda.

Attenzione però al mito: la pianta in vaso, da sola, ha un effetto limitato. Per sfruttarla davvero bisogna stropicciarne le foglie e, se si sceglie di strofinarle sulla pelle, provare prima su una piccola zona: gli oli essenziali di citronella e melissa possono dare dermatiti da contatto e reazioni al sole. Ama il pieno sole e un terreno molto drenante, ma teme il gelo: in inverno va riparata. Ottima come base di una barriera, ma non aspettatevi che la sola presenza faccia sparire le zanzare.

2. La lavanda: bella, profumata e utile

La lavanda è forse la più preziosa del gruppo, perché unisce bellezza, profumo per noi e un buon potere repellente. I suoi oli essenziali, ricchi di linalolo, disturbano le zanzare (e come bonus tengono lontane anche le tarme dagli armadi).

Vuole pieno sole e terreno leggero e povero, condizioni in cui produce più oli. Posizionata su un davanzale soleggiato, è perfetta anche per le camere da letto. Un mazzetto di lavanda secca in casa continua a fare il suo effetto anche dopo la fioritura.

3. Il basilico: forse il più efficace

Sorpresa: fra le piante di uso comune il basilico è una di quelle che si comportano meglio, oltre a essere utilissimo in cucina. Emana eugenolo e composti aromatici che respingono gli insetti, e ha il vantaggio di liberare profumo al minimo contatto.

Coltivato sul davanzale, respinge le zanzare mentre profuma i piatti: doppio guadagno. Vuole sole e innaffiature regolari, e le potature leggere (la cimatura di cui parlavamo per tenerlo rigoglioso) ne stimolano proprio la produzione di oli aromatici. Una pianta da tenere vicino alle finestre della cucina.

4. La melissa: la citronella dei climi freddi

La melissa (Melissa officinalis, in inglese lemon balm; da non confondere con la cedrina, che è Aloysia citrodora) è una pianta della stessa famiglia della menta, dall'intenso odore citrino, molto simile a quello della citronella. Piantata vicino a porte e finestre, funziona come repellente per zanzare e altri insetti.

Il suo olio essenziale è un po' meno potente di quello della citronella, ma la melissa ha un grande vantaggio: resiste al freddo e si coltiva bene anche in montagna e nel Nord, dove la citronella soffre. Come per le altre, l'effetto migliore si ottiene stropicciandone le foglie.

5. Il geranio odoroso: repellente ed elegante

Attenzione a non confonderlo col comune geranio da balcone: qui parliamo dei gerani odorosi, cioè delle specie di Pelargonium a foglia profumata, che emanano note di limone, menta o rosa secondo la varietà. Vale però la stessa avvertenza fatta per la finta citronella, che appartiene proprio a questo gruppo: il profumo si sente quando si sfregano le foglie, ed è in quel momento che gli oli si liberano. La pianta lasciata ferma in un angolo profuma poco e respinge ancora meno.

Dà il meglio se collocato vicino alle zone dove si sta seduti, così il profumo agisce proprio dove serve. Ama il pieno sole e, come tutte, produce più oli quando è sano e ben esposto. Unisce potere repellente e bellezza ornamentale.

6. La menta: pungente e vigorosa

La menta, ricca di mentolo, rilascia il suo profumo pungente al minimo tocco, ed è sgradita alle zanzare. È tra le più facili da coltivare, anzi cresce così vigorosa da colonizzare in fretta tutto il vaso.

Proprio per questo va tenuta in un contenitore proprio, per non soffocare le altre piante. Un trucco utile: fare mazzetti di foglie fresche e posizionarli in casa o all'aperto, nei punti di passaggio, per sfruttarne l'aroma dove serve.

7. Il rosmarino: aromatico e resistente

Chiude la lista un'aromatica mediterranea che non manca quasi mai sui balconi: il rosmarino. I suoi oli essenziali profumati hanno un discreto effetto repellente, e la pianta ha il pregio di essere rustica e resistente, capace di sopportare caldo e siccità.

Come per le altre, l'effetto aumenta stropicciando i rametti. Un vantaggio pratico: i rami di rosmarino, se gettati su una brace o una fiamma all'aperto, sprigionano un fumo aromatico che allontana ancora meglio gli insetti durante una cena in giardino.

La verità onesta: le piante aiutano, ma servono altre mosse

Ecco il punto che nessuno dovrebbe tacere. Le piante antizanzare sono un valido aiuto e rendono lo spazio esterno più profumato e vivibile, ma da sole non risolvono il problema. L'obiettivo realistico è ridurre la presenza delle zanzare, non azzerarla.

Per un risultato vero, vanno affiancate ad altre mosse fondamentali. La più importante di tutte: eliminare i ristagni d'acqua, dove le zanzare depongono le uova. Vale soprattutto per la zanzara tigre, che è quella che ci punge di giorno ed è ormai la più diffusa in Italia: le basta il fondo di un sottovaso, il piattino di una fioriera o un tappo pieno d'acqua per completare il ciclo, e in piena estate dall'uovo all'insetto adulto passa poco più di una settimana. Per questo i sottovasi vanno svuotati ogni tre o quattro giorni, non ogni tanto, e secchi, innaffiatoi, teli e grondaie vanno tenuti rovesciati o liberi. Fatto questo, si è già ottenuto più che con qualsiasi pianta. In aggiunta, un ventilatore all'aperto (le zanzare volano male controvento), abiti chiari e i classici repellenti nelle serate peggiori completano la difesa.

Le piante, insomma, sono la parte bella e naturale della strategia: una barriera profumata da posizionare nei punti giusti, da tenere sana e da stropicciare al bisogno. Ma la battaglia contro le zanzare si vince mettendo insieme più armi, a partire dal gesto più semplice e sottovalutato: non lasciare mai un goccio d'acqua ferma sul balcone.