La pianta dell'incenso che si compra nei vivai non ha niente a che fare con l'incenso: l'incenso vero è la resina di un albero d'Arabia e del Corno d'Africa, la Boswellia, mentre la pianta da balcone che tutti chiamano così è un Plectranthus, un parente del coleus e della menta con le foglie che sfregate mandano un odore che ricorda quello della resina. Chi cerca cosa si può fare con le foglie di incenso trova soprattutto due cose, il repellente per le zanzare e il profumo per gli armadi, e qui si vede quanto reggono, con quali specie, e che cosa non si fa. Tutto dipende prima di tutto da quale Plectranthus c'è nel vaso, perché sotto lo stesso nome ne vendono due e solo uno si mangia.
Cosa si può fare con le foglie di incenso contro le zanzare
La pianta più venduta come incenso è Plectranthus forsteri, spesso nella forma variegata a bordo bianco, a volte etichettata come Plectranthus coleoides: ricadente, con foglie carnose e pelose e un odore forte, è quella dei vasi appesi sui balconi italiani. La fama di scacciare le zanzare viene dal suo olio essenziale, ricco di terpeni come quelli della citronella e del geranio, e da qui nasce l'idea. Le prove sono poche: gli studi sui repellenti vegetali, come la rassegna di Marta Maia e Sarah Moore pubblicata nel 2011 su Malaria Journal, mostrano che gli oli essenziali di molte piante aromatiche respingono le zanzare per un tempo breve, da pochi minuti a un'ora, quando sono applicati sulla pelle in concentrazione alta, e che una pianta in vaso, che rilascia nell'aria una quantità minima di terpeni, non ha un effetto misurabile a un metro di distanza. Nessuno studio ha misurato Plectranthus forsteri in un balcone: abbiamo raccontato altrove quali piante antizanzare funzionano davvero, e il meccanismo è lo stesso. Cosa si può fare con le foglie di incenso contro le zanzare, con onestà, è quindi sfregarle sulla pelle: l'odore che resta sulle braccia tiene lontane le zanzare per una mezz'ora, come fanno il basilico e la menta, e va rinnovato. Il vaso appeso alla finestra profuma e non protegge. Cosa si può fare con le foglie di incenso fresche, in più, è metterne una manciata pestata in una ciotola d'acqua sul tavolo della cena: l'odore si sente e le zanzare lo sentono, per il tempo che dura, che è poco.
Cosa si può fare con le foglie di incenso in casa
L'uso che regge meglio è il profumo. Le foglie di Plectranthus forsteri, essiccate all'ombra in una settimana, tengono l'odore per mesi e vanno nei sacchetti di stoffa per gli armadi e i cassetti, da sole o con la lavanda; secche e sbriciolate entrano nei pot-pourri, e l'odore, che ricorda la resina e la canfora, copre bene quello di chiuso. Le foglie fresche strofinate sul legno di una cassapanca o sull'interno di un cappello lasciano un profumo che dura giorni. In infuso in acqua, con le foglie lasciate a macerare una notte, danno un'acqua profumata per sciacquare il pavimento o per il vaporizzatore sulle tende. Tutto questo vale per l'odore, e non per altro: Plectranthus forsteri non è una pianta commestibile e le sue foglie non vanno in cucina né in tisana. La confusione nasce da un cugino: Plectranthus amboinicus, chiamato origano cubano o timo spagnolo, con foglie più grandi, spesse e vellutate, che si mangia davvero, ha un sapore fra l'origano e il timo e in Asia e nei Caraibi condisce carni e zuppe. Le due piante si assomigliano da lontano e nei vivai i cartellini si scambiano: la commestibile ha foglie larghe come una moneta da due euro e senza bordo bianco, quella da balcone le ha piccole, ricadenti e spesso variegate. In cucina, quindi, dipende da quale delle due è: con la forsteri niente, con l'amboinicus quello che si fa con l'origano. Cosa si può fare con le foglie di incenso con sicurezza, per entrambe, è profumare.
Le talee e la moltiplicazione
Cosa si può fare con le foglie di incenso quando non interessa l'odore: farne altre piante. Il Plectranthus radica con facilità: un rametto di dieci centimetri con quattro o cinque foglie, messo in un bicchiere d'acqua sul davanzale, fa le radici in una o due settimane, e in vaso attecchisce in un mese. Le talee di fine estate si tengono in casa d'inverno, perché la pianta muore sotto i cinque gradi, e a primavera tornano sul balcone con la pianta già formata: è il modo con cui l'incenso passa da un balcone all'altro nei condomini, senza comprarlo. Le foglie tolte dal fondo del rametto prima di metterlo in acqua sono quelle da essiccare per i sacchetti. Chi cerca cosa si può fare con le foglie di incenso a settembre trova qui la risposta più utile: le talee per l'anno prossimo.
Quello che non si fa
Non si brucia: le foglie secche di Plectranthus non sono incenso e bruciandole non danno il fumo profumato della resina, danno fumo di foglie. Non si mette la forsteri nelle tisane per il nome che porta. Non si conta sul vaso per una sera senza zanzare, e chi ha bisogno di protezione vera usa un repellente registrato o una zanzariera. E non si lascia la pianta fuori sotto i cinque gradi, perché a novembre è già persa. Per cosa si può fare con le foglie di incenso, la lista dei no è corta e vale più di quella dei sì.
La risposta in una riga
Sfregate sulla pelle tengono lontane le zanzare per mezz'ora, secche profumano armadi e cassetti per mesi, e i rametti radicano in un bicchiere; in cucina solo se la pianta è l'origano cubano e non quella da balcone. Cosa si può fare con le foglie di incenso è poco più di profumare, ed è già abbastanza.
