La camomilla è una delle piante più versatili e semplici da coltivare. Robusta, produttiva e dal profumo gradevole, si adatta bene sia all'orto che al balcone in vaso. Chi vuole iniziare a coltivare piante aromatiche senza difficoltà troverà in questa specie l'alleato perfetto: richiede poche attenzioni, cresce rapidamente e offre capolini fiorali per mesi, da giugno fino al primo freddo.

Il terreno e l'esposizione giusta

La camomilla predilige un'esposizione soleggiata, possibilmente diretta per almeno sei ore al giorno. In questa condizione i fiori sviluppano meglio il loro profumo e l'olio essenziale. Il terreno deve essere ben drenato e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, piuttosto magro: in un suolo grasso e molto azotato la camomilla produce fogliame e steli lunghi a scapito dei fiori, che sono poi la parte che interessa. Un suolo argilloso e compatto è nemico della camomilla: rischia di farla soffrire per ristagni idrici che portano a marcescenza delle radici.

Se si coltiva in orto, è utile preparare il letto di semina in primavera aggiungendo compost maturo o terriccio universale. Per il vaso, si consiglia un contenitore di almeno 20 centimetri di diametro, con fori di drenaggio e un buon terriccio per piante aromatiche, eventualmente alleggerito con sabbia grossolana mescolata al terriccio per garantire il deflusso dell'acqua.

Come seminare e mettere a dimora

La camomilla si semina in primavera, tra marzo e maggio, direttamente in campo o in vaso. I semi sono molto piccoli: meglio mescolarli con un poco di sabbia fine per distribuirli uniformemente e senza eccessive concentrazioni. Non vanno coperti completamente di terriccio, poiché hanno bisogno di luce per germinare. Una leggera pressione del dito e una nebulizzazione d'acqua sono sufficienti.

La germinazione avviene in dieci-quindici giorni a temperature tra i 15 e i 20°C. Una volta che le piantine hanno sviluppato due o tre foglioline vere, si diradano le più deboli, mantenendo una distanza di circa 20-25 centimetri tra una pianta e l'altra. Chi preferisce non seminare direttamente può procurarsi piantine già sviluppate e trapiantarle in primavera avanzata o all'inizio dell'estate.

L'innaffiatura: poco e con criterio

Uno degli errori più frequenti nel coltivare la camomilla è eccedere con l'acqua. Questa pianta ama i terreni freschi ma non inzuppati. Durante la stagione vegetativa, in primavera e inizio estate, si innaffia quando il terreno risulta asciutto al tatto, generalmente ogni due o tre giorni. Con l'avanzare dell'estate, se non piove, le necessità idriche aumentano leggermente, ma sempre mantenendo il terreno umido, non bagnato.

In vaso la situazione è diversa: l'acqua evapora più velocemente, quindi si controlla più frequentemente. L'importante è evitare i ristagni. Se le foglie ingialliscono e la base della pianta diventa molle, il danno dell'eccesso idrico è già in atto e la pianta potrebbe non recuperare. In autunno e inverno, le innaffiature si riducono drasticamente poiché la pianta rallenta la crescita.

Concimazione e cura generale

La camomilla non è particolarmente esigente di nutrienti. Un apporto iniziale di compost maturo o stallatico ben decomposto all'impianto è spesso sufficiente per tutta la stagione. Se si coltiva in vaso e si effettuano più raccolti, è consigliabile somministrare un concime liquido equilibrato, ricco di potassio, ogni due o tre settimane durante la fase di fioritura, per sostenere la produzione di nuovi capolini.

La manutenzione è minima. Basta eliminare le erbe infestanti nelle fasi iniziali e, una volta che la pianta è ben sviluppata, essa stessa fa ombra al terreno e limita la proliferazione di infestanti. L'asportazione delle foglie morte e la pulizia della base favoriscono la circolazione dell'aria e riducono il rischio di malattie fungine.

La raccolta dei capolini

La raccolta inizia quando i fiori hanno raggiunto la giusta maturità, ovvero quando i petali bianchi cominciano a piegarsi leggermente verso il basso, lasciando scoperto il centro giallo. Questo di solito avviene tra giugno e agosto, a seconda dell'epoca di semina. I capolini vanno colti al mattino, dopo che la rugiada si è asciugata, quando l'olio essenziale è più concentrato.

Si staccano con le dita o con forbici pulite, recidendo il gambo poco sotto il fiore. Una raccolta regolare, ogni due o tre giorni, stimola la pianta a produrre altri fiori, prolungando la stagione produttiva fino ai primi geli. I capolini raccolti si essiccano all'ombra su reti o panni di cotone, in un luogo ben ventilato, per conservarli poi in vasetti di vetro al riparo dalla luce.

Una precisazione per chi la beve abitualmente: la camomilla è una composita, la stessa famiglia di ambrosia, artemisia e crisantemi. Chi è allergico ai pollini di questo gruppo può sviluppare reazioni anche all'infuso, e in rari casi reazioni serie. È un'eventualità poco frequente, ma vale la pena saperlo prima di darne a un bambino allergico.

Problemi comuni e soluzioni

La camomilla è piuttosto resistente, ma può soffrire di alcune avversità. L'oidio, una malattia fungina che forma una polvere bianca sulle foglie, compare in ambienti umidi e poco ventilati. Si previene assicurando una buona circolazione d'aria ed evitando di bagnare le foglie. Gli afidi possono colonizzare i germogli giovani: un'irrorazione con acqua saponata solitamente risolve il problema.

Se la pianta inizia a ingiallire nonostante le cure, il primo sospetto è l'eccesso idrico o un terreno troppo compatto. In questo caso, è meglio rinvasare o ripiantare in un substrato più drenato. La camomilla comune è comunque una pianta che ama il rinnovamento: dopo la fine della stagione, in autunno inoltrato, si estirpa e si risemina in primavera. Quella romana, essendo perenne, va invece soltanto ripulita e lasciata al suo posto.

Due piante diverse sotto lo stesso nome

Con il nome camomilla si indicano due piante che non sono varietà della stessa specie, ma appartengono addirittura a generi diversi, e si comportano in modo opposto.

La camomilla comune, detta anche tedesca (Matricaria chamomilla), è quella che riempie le bustine di tisana ed è di gran lunga la più coltivata e la più usata in fitoterapia. È un'annuale: nasce, fiorisce a profusione, si dissemina da sola e muore nella stessa stagione, per cui va riseminata ogni anno, o più spesso si riseminerà da sé.

La camomilla romana (Chamaemelum nobile) è invece una perenne strisciante, che forma un tappeto basso e resta al suo posto per anni. Ha profumo più intenso e amaro, esiste anche in cultivar a fiore doppio, e si usa più come tappezzante odorosa da calpestare che per gli infusi.

C'è poi un modo semplicissimo per riconoscere la camomilla comune, utile soprattutto a chi la raccoglie nei campi: si taglia a metà il capolino con un'unghia. Nella Matricaria chamomilla il ricettacolo centrale, quella cupoletta gialla, è conico e cavo all'interno. Nelle finte camomille che le somigliano, come l'Anthemis arvensis e altre affini, è pieno, e quei fiori non profumano affatto o hanno odore sgradevole. È la prova più rapida e non sbaglia.

Domande frequenti

In quanti giorni la camomilla produce i primi fiori?

Dalla semina ai primi fiori trascorrono generalmente sessanta-settanta giorni, quindi in condizioni normali di semina primaverile, i fiori compaiono tra maggio e giugno. Se si trapiantano piantine già sviluppate, la fioritura può iniziare dopo tre-quattro settimane.

Posso coltivare la camomilla in inverno al chiuso?

La camomilla è una pianta che ama la luce naturale e le temperature miti. In casa al chiuso, senza una finestra molto luminosa, fatica a svilupparsi normalmente. È preferibile coltivarla all'aperto per tutta la stagione calda e lasciarla riposare in inverno, seminando di nuovo in primavera.

Quanta acqua consuma la camomilla in vaso durante l'estate?

Dipende dalle dimensioni del vaso e dalla temperatura. In genere, con un vaso di 20 centimetri di diametro al sole diretto e temperature superiori ai 25°C, si innaffia ogni uno o due giorni. La regola è sempre la stessa: innaffiare quando il terreno è asciutto in superficie, evitando sempre i ristagni.