La Catalogna di Galatina è una cicoria amara (Cichorium intybus var. foliosum) originaria della provincia di Lecce, in Puglia, coltivabile in vaso da chi vuole portare in balcone l'orto salentino. Produce foglie frastagliate e amare, ideali per zuppe, saltate in padella o crude in insalata. Chi la coltiva in contenitore raccoglie foglie croccanti per almeno due mesi, da maggio a giugno o da settembre a novembre. La varietà resiste bene al freddo e al caldo, purché il vaso sia profondo e il terriccio sciolto.

Perché scegliere la Catalogna di Galatina

Questa cicoria amara è diversa dalla catalogna comune del Nord. Ha radici meno profonde, foglie più sottili e un gusto più intenso e piacevolmente amaro: meno profonde, però, non vuol dire corte, perché la radice resta fittonante e il vaso deve accompagnarla. Un balcone di tre metri quadri può contenere quattro o cinque vasi da dieci litri con altrettante piante, garantendo un raccolto ricco per chi cucina regolarmente zuppe o passate di verdure amare.

L'amarezza non è un difetto: è il sapore che la rende preziosa in cucina.

Chi la coltiva racconta che la Catalogna di Galatina chiede poco e dà molto. Non ama i concimi azotati forti, che aumentano il fogliame ma riducono il sapore. Preferisce un suolo che asciughi leggermente tra un'innaffiatura e l'altra. Cresce lentamente rispetto ad altre cicorie, ma le foglie rimangono croccanti più a lungo.

Il vaso giusto e il terriccio

Scegli un vaso di almeno trenta centimetri di profondità, meglio trentacinque se coltivi più piante insieme. La terracotta respira bene e mantiene il terriccio umido senza ristagni. Un vaso rettangolare di sessanta per quaranta centimetri può contenere tre piante distanziate di venti centimetri.

Il terriccio deve essere sciolto e drenante. Mescola due parti di torba o fibra di cocco con una parte di sabbia grossolana e una di compost maturo. Questo substrato permette alle radici di penetrare bene e aiuta l'acqua a scorrere verso il basso senza creare marciumi.

Controlla invece che i fori di scolo siano ampi e liberi, e appoggia il vaso su piedini perché l'acqua esca davvero: lo strato di argilla espansa sul fondo non migliora il drenaggio, toglie solo terra utile alle radici. I ristagni sono il nemico principale della Catalogna.

Semina e trapianto

Il periodo migliore è la fine dell'estate, fra agosto e settembre: la semina primaverile è possibile fra marzo e aprile, ma con le giornate che si allungano e il caldo in arrivo la cicoria tende a montare a fiore prima di aver fatto un cespo decente. I semi sono piccoli, poco più di un granello di semola: mettine tre o quattro per ogni vasetto da quattro centimetri, copri leggermente con terriccio fine e innaffia con lo spruzzatore. La germinazione avviene in cinque-otto giorni, a temperature fra i 15 e i 20°C.

Quando le piantine hanno quattro foglie vere, trapiantale nei vasi definitivi. Se semini direttamente nel vaso grande, dirada le piantine lasciandone una ogni venti-venticinque centimetri.

L'umidità è cruciale nella fase di germinazione: mantieni il terriccio appena umido, non bagnato fradicio.

Innaffiature e cure

La Catalogna di Galatina vuole apporti regolari, ma non un terriccio sempre bagnato, e detesta i ristagni. Innaffia quando il terriccio asciuga in superficie, toccandolo con il dito. In primavera e autunno, basta innaffiare due o tre volte a settimana. D'estate, se il caldo è intenso, serve quasi ogni giorno. In inverno, riduci drasticamente gli apporti idrici.

Non concimare durante la coltivazione se il terriccio è già ricco di compost. Se dopo quattro settimane la pianta rallenta la crescita, usa un fertilizzante liquido bilanciato, molto diluito, una volta ogni due settimane.

Questa cicoria amara non ha bisogno di potature.

Raccolta al momento giusto

Raccogli le foglie esterne quando raggiungono i dieci dodici centimetri di lunghezza. Stacca con delicatezza dalla base, non strappare l'intera pianta. La raccolta continua mantiene la pianta giovane e produttiva per due mesi o più. Se raccogli con costanza, non avrai un raccolto massiccio ma un flusso regolare di foglie fresche.

L'amarezza rimane stabile se non innaffi eccessivamente: un terriccio moderatamente asciutto concentra i sapori.

Come usarla in cucina

Lava le foglie e saltale in padella con aglio e un filo d'olio. La cottura rapida a fuoco vivo mantiene la croccantezza e riduce leggermente l'amarezza senza eliminarla. Perfetta anche in minestrone o passata vegetale. Cruda, taglia le foglie a striscioline fini e condiscile con olio, limone e sale: è un'insalata invernale ottima come contorno.

Chi non ama l'amarezza intensa può tenere le foglie mezz'ora in acqua fredda prima di cuocerle: parte dei composti amari è solubile e passa nell'acqua, così il sapore si smorza senza sparire del tutto.

Prossimi passi

Se sei in primavera, acquista i semi di Catalogna di Galatina entro fine marzo e semina questo fine settimana. Se siamo già oltre maggio, attendi agosto e ripeti la semina per il ciclo autunnale. Prepara i vasi da ora: riempili di terriccio e bagnali bene il giorno prima della semina. La Catalogna di Galatina ti ripagherà con mesi di foglie amare e croccanti, il sapore esatto della Puglia sul tuo balcone.

Quanto in profondità. Vale una regola semplice, che si verifica a occhio: un seme si copre con due o tre volte il suo diametro. I semi minuscoli — carota, lattuga, prezzemolo, basilico, ravanello — si coprono con mezzo centimetro scarso di terriccio setacciato, e alcuni si limitano a premerli sulla superficie; sepolti a due o tre centimetri non emergono affatto, e il fallimento si scopre tre settimane dopo, quando si dà la colpa ai semi vecchi. Fino alla germinazione il terriccio va tenuto costantemente umido, perché uno strato così sottile si asciuga in poche ore.