A metà agosto il basilico entra in una fase delicata. Le temperature sono alte, l'acqua evapora velocemente dai vasi, e i dieci o quindici giorni di assenza durante le vacanze di Ferragosto trasformano facilmente una pianta rigogliosa in una massa di foglie appassite. Chi coltiva il basilico sul balcone o in orto deve affrontare questa sfida adesso, non all'ultimo momento. I gesti da compiere sono pochi, concreti e modificano davvero il destino della pianta nei giorni della partenza.

Perché agosto è il momento critico per il basilico

Il basilico ama il calore, ma tra metà luglio e fine agosto affronta uno stress particolare. Il terreno in vaso si asciuga in poche ore durante le ore centrali della giornata. La pianta cresce veloce ma consuma molta acqua. Se in questo periodo la radicazione non è ancora profonda e robusta, il basilico accusa rapidamente la siccità. E c'è un secondo fenomeno che si somma al caldo: verso metà agosto il basilico va in fiore. Non è vecchiaia, è il suo programma: appena le spighe fiorali si formano la pianta smette di fare foglie nuove e concentra tutto nella produzione dei semi, le foglie che restano diventano piccole e coriacee e l'aroma cala di colpo.

Per questo il primo gesto, prima ancora della potatura, è passare la pianta e staccare tutte le spighe fiorali, anche quelle appena accennate in cima ai rami. Va fatto adesso e ripetuto a ogni occasione: finché non fiorisce, il basilico continua a produrre.

La potatura: il gesto decisivo da compiere adesso

Prima di partire per Ferragosto, il basilico deve essere potato con decisione. Non si tratta di raccogliere qualche foglia: significa togliere almeno un terzo della massa aerea della pianta. Potare il basilico in questi giorni non lo indebolisce, anzi. Una pianta potata accumula meno massa verde, richiede meno acqua durante l'assenza e risponde con una ricrescita più vigorosa al ritorno. Dopo la potatura il basilico avrà meno rami, meno superficie da mantenere viva, e maggiori energie per resistere.

Come eseguire la potatura: con le dita o un coltello pulito si accorciano i rami tagliando sempre subito sopra una coppia di foglioline nuove, quelle che si vedono spuntare all'ascella, perché è da lì che riparte la vegetazione. Non si tagliano rami singoli alla rinfusa: si abbassa uniformemente tutta la pianta. Un basilico alto trenta o quaranta centimetri si riduce a una ventina; uno più giovane si ferma sui quindici. In nessun caso si scende sotto la seconda o terza coppia di foglie dal basso, perché senza gemme sotto il taglio il ramo non ricaccia più.

L'innaffiatura giusta nei giorni prima della partenza

Nelle tre o quattro giornate prima di partire, il basilico deve ricevere acqua abbondante, ma il terreno non deve restare fradicio. Si innaffia bene al mattino presto, quando il vaso è in ombra e il basilico ha tempo di assorbire. L'acqua deve penetrare profondamente nel terriccio, non scorrere in superficie. Se dai fori di drenaggio comincia a uscire qualche goccia, significa che l'acqua ha attraversato tutto il terriccio.

L'innaffiatura che conta davvero è quella della mattina della partenza: abbondante, lenta, fatta presto, fino a vedere uscire l'acqua dai fori. In agosto l'umidità di una bagnatura fatta due giorni prima si è già esaurita, quindi anticiparla non serve, mentre il rischio di ristagno con queste temperature e un substrato drenante è minimo.

Protezione dal sole: spostare il vaso o ombreggiare

Se il basilico sta a pieno sole nelle ore centrali della giornata, in agosto è opportuno spostarlo in una zona con sole mattutino e ombra pomeridiana, almeno per il periodo precedente alla partenza. Il pieno sole intenso può essere eccessivo per questa pianta in situazione di stress idrico, ma il basilico (Ocimum basilicum) tollera bene temperature fino a 35-38°C se ben irrigato. Il sole del mattino e l'ombra nelle ore centrali mantengono il basilico fresco e rallentano l'evaporazione.

Se il vaso non può essere spostato, si può posizionare una rete ombreggiante leggera a circa venti centimetri sopra la pianta, o adiacente. Non serve una protezione totale: basta dimezzare l'intensità della luce nelle ore pomeridiane.

La scelta del terriccio fa la differenza

Se il basilico è stato seminato a inizio estate in un terriccio povero o troppo leggero, questo è il momento per osservare il drenaggio reale. Un substrato che non trattiene acqua farà soffrire il basilico in assenza. Se durante l'innaffiatura l'acqua corre giù subito senza bagnare il terriccio, significa che è troppo poroso per agosto. Non è il momento di rinvasare completamente, ma si può aggiungere uno strato di alcuni centimetri di terriccio più ricco sulla superficie, ammorbidendo leggermente il terriccio sottostante con le dita prima di mettere il nuovo substrato.

Cosa non fare: gli errori che rovinano il basilico

Il sottovaso pieno d'acqua non deve diventare un'abitudine: il basilico è fra le piante più sensibili ai marciumi del colletto, e l'acqua ferma per settimane lo uccide. Per i giorni dell'assenza, però, è un'eccezione ragionevole: due o tre centimetri d'acqua in un sottovaso largo, che la pianta assorbe nell'arco di qualche giorno, sono un compromesso migliore di un vaso lasciato seccare del tutto. Al rientro si svuota e si torna alla normalità. Quello che invece non va fatto mai è coprire la pianta con teli di plastica prima di partire: la condensa e il caldo creano una serra che cuoce le foglie.

Non concimare il basilico nei giorni precedenti la partenza. Una concimazione appena prima dell'assenza, senza irrigazioni regolari successive, può causare accumulo di sali nel substrato. Se la pianta è stata concimata a luglio, è sufficiente per agosto e oltre.

Cosa aspettarsi al ritorno da Ferragosto

Se i gesti descritti sono stati eseguiti, al rientro il basilico avrà probabilmente perso un po' di turgore nelle foglie, ma i rami potati avranno iniziato a germogliare, e i nuovi getti saranno teneri e verdissimi. Bastano due giorni di ripresa all'ombra parziale prima di rimetterlo al sole.

Se invece lo si ritrova completamente afflosciato, il risultato non è scontato. Un basilico appassito una volta sola, con il fusto ancora verde e sodo, si riprende con un'innaffiatura abbondante e qualche giorno all'ombra. Se il fusto alla base è diventato scuro e molle, o se le foglie sono passate dal moscio al cartaceo, non c'è recupero: in quel caso vale la pena controllare se qualche ramo laterale è ancora turgido e provare a farne una talea, che nel basilico radica in acqua nel giro di una settimana.