Un olivo adulto perde e rinnova le foglie ogni due o tre anni, e una potatura ne lascia a terra decine di chili: in Italia, con 150 milioni di piante, è una delle biomasse più abbondanti e meno usate del paese. Le foglie contengono oleuropeina, la molecola amara che sta anche nelle olive, in concentrazione più alta del frutto secondo le analisi raccolte dall'Agenzia europea dei medicinali nel rapporto del 2017 sulla foglia di olivo. Chi cerca cosa si può fare con le foglie di olivo trova l'infuso, il mangime, il compost, la tintura e l'estratto per i cosmetici, e qui si vede ogni uso con la fonte, quale è documentato e quale è tradizione. Cosa si può fare con le foglie di olivo parte dal sapere che, per un olivicoltore, sono un rifiuto da smaltire.
Cosa si può fare con le foglie di olivo in casa
L'uso più cercato è l'infuso. Le foglie raccolte dai rami potati, lavate e fatte seccare all'ombra in una settimana, o usate fresche, si mettono in acqua bollente per dieci o quindici minuti, con una manciata per litro, e danno un'acqua verde e amara che nel Mediterraneo si beve da secoli. L'Agenzia europea dei medicinali la registra dal 2017 come preparazione vegetale di uso tradizionale, sulla base di un impiego documentato da oltre trent'anni in più paesi europei, e qui ci si ferma a dire che esiste, perché il resto non è materia di questo sito. Le stesse foglie in infuso servono come acqua di risciacquo per i capelli, per il colore scuro e il profumo, e come bagno per le mani. L'estratto di foglie di olivo compare fra gli ingredienti di molti cosmetici con il nome INCI Olea europaea leaf extract, e in casa si fa macerando le foglie secche in olio di oliva per un mese al buio, che dà un olio verde per la pelle. Le foglie secche intere vanno nei sacchetti per gli armadi, con un odore leggero di erba e di legno, e nelle composizioni di rami per la casa, dove durano mesi senza perdere le foglie perché sono coriacee. In cucina si può fare meno di quanto si legga: sono troppo amare per mangiarle, ma un rametto messo sulla brace sotto la carne o il pesce dà un fumo aromatico, e in Toscana e in Puglia è un uso di sempre. Con i bambini, infine, si fa la corona: i rami flessibili si intrecciano in mezz'ora.
Cosa si può fare con le foglie di olivo nell'orto e in campagna
Le foglie di olivo sono un compost lento: la cuticola cerosa e i tannini le fanno decomporre in un anno o più, e vanno mescolate a materiali verdi e spezzettate, meglio se passate con il tagliaerba. Stese intere sono una pacciamatura eccellente, perché non si compattano e non marciscono, e sotto gli olivi stessi sono il modo tradizionale di coprire il terreno. In stalla sono foraggio: le foglie e i rametti fini della potatura si danno a pecore e capre da sempre in tutto il Mediterraneo, e uno studio del 2006 dell'Università di Bari, pubblicato su Small Ruminant Research, ha misurato nelle foglie di olivo un valore nutritivo simile a quello di un fieno mediocre, che migliora se le foglie sono fresche e mescolate a un mangime proteico. Le foglie fresche vanno date in fretta, perché con l'oleuropeina in fermentazione diventano meno appetibili. Le foglie sono anche combustibile: essiccate bruciano bene e in alcune zone della Puglia si usano per accendere il camino, e gli scarti di potatura, foglie comprese, alimentano impianti di biomassa, come descrive il rapporto del 2019 del Consiglio per la ricerca in agricoltura sugli scarti dell'olivicoltura. Abbiamo spiegato quando si tagliano i rami in potare l'olivo ad agosto. In campagna è quindi pacciame, compost, foraggio e fuoco, e cosa si può fare con le foglie di olivo nell'orto di casa è soprattutto la pacciamatura, che dura una stagione intera.
La tintura e gli usi che vengono dal passato
Cosa si può fare con le foglie di olivo con le mani lo dicono i manuali di tintura: le foglie di olivo sono una pianta tintoria documentata: bollite per un'ora danno un bagno che, sulla lana mordenzata con l'allume, tinge di giallo verde chiaro e con il solfato di ferro di un verde oliva scuro, uno dei pochi verdi naturali che non sbiadisce in fretta. I manuali di tintura naturale, come quelli raccolti dalla Fondazione Lisio di Firenze, la citano fra le piante tintorie del Mediterraneo, con la seta che prende il colore meglio della lana. Nel passato le foglie si usavano anche per conciare pelli leggere, per il tannino, e per affumicare i formaggi e le carni. I rami con le foglie, benedetti la domenica delle Palme, si conservano in casa per un anno, ed è forse l'uso delle foglie di olivo più diffuso in Italia. Chi cerca cosa si può fare con le foglie di olivo con le mani trova nella tintura l'uso che dà il risultato più sorprendente per chi lo prova la prima volta.
Quali foglie, e come raccoglierle
Le foglie migliori per ogni uso sono quelle giovani e sane, raccolte dai rami tagliati in potatura fra la fine dell'inverno e la primavera, o dai polloni che si tolgono d'estate; le foglie cadute a terra sono vecchie e vanno al compost. Si scelgono piante non trattate: gli olivi in produzione ricevono rame e a volte insetticidi contro la mosca, e le foglie di un oliveto trattato non vanno in tazza né in stalla. Si lavano, si asciugano in un solo strato all'ombra, con aria, e si conservano in barattoli al buio, dove tengono un anno. Chi cerca cosa si può fare con le foglie di olivo comincia da questo: da quale albero vengono, e che cosa ha ricevuto.
La risposta in una riga
Infuso, olio macerato e sacchetti in casa; pacciame, compost, foraggio e fuoco in campagna; un verde oliva sulla lana e un rametto sulla brace. Cosa si può fare con le foglie di olivo è la lista di un rifiuto che non lo è, e comincia dai rami che la potatura lascia a terra.
