La wisteria americana arriva nei giardini europei nel Settecento, quando i botanici e i raccoglitori di piante del Vecchio Continente iniziano a esplorare sistematicamente le foreste dell'America del Nord. A differenza della wisteria cinese, ricercata nei decenni precedenti, la specie americana rappresenta una scoperta più tardiva ma non meno affascinante. Nel 1818 il botanico Thomas Nuttall istituisce il genere Wisteria, e la specie americana entra stabilmente nella nomenclatura scientifica, dando il via a una lenta ma inesorabile diffusione verso i giardini europei. Oggi, nei giardini italiani, questa pianta occupa uno spazio particolare: meno esigente della cinese, più resistente ai nostri climi variabili, capace di trasformare pergolati e muri con la sua fioritura estiva.

Il nome di un medico: come nasce il genere Wisteria

Il nome nasconde un'origine curiosa. Caspar Wistar, medico e anatomista della Pennsylvania, non ebbe mai nulla a che fare con questa pianta, eppure le è legato per sempre: fu Nuttall a dedicargli il genere nel 1818, l'anno stesso della sua morte, trasformando Wistar in Wisteria. Un tributo postumo che ancora oggi genera confusione, tanto che per lungo tempo è circolata anche la grafia wistaria.

La wisteria americana cresce spontanea negli stati del sud e del centro-sud degli Stati Uniti, dalle zone umide della Carolina fino all'est dell'Arkansas. Prospera in climi caldi e temperati, dove le estati sono lunghe e umide, gli inverni moderati. Quando i primi semi giungono in Europa attraverso le rotte commerciali atlantiche, i giardinieri botanici riconoscono subito il potenziale di questa specie: fiorita ma meno vorace della cinese, capace di adattarsi a condizioni meno ideali.

Differenze tra le specie: americana contro asiatica

La distinzione tra wisteria americana (Wisteria frutescens) e la cinese (Wisteria sinensis) rimane fondamentale per chi coltiva in Italia.

La wisteria cinese è la pianta più vigorosa: raggiunge altezze considerevoli, produce fiori in massicce pannocchie prima ancora che le foglie emergano dalla struttura, colora l'intera parete in primavera. Tuttavia esige climi miti, soffrendo il gelo intenso delle regioni settentrionali. In Nord Italia ha bisogno di protezione e posizioni soleggiate.

La wisteria americana è più controllata nella crescita, sviluppa i fiori insieme alle foglie creando un effetto visivo meno drammatico ma più elegante, fiorisce comunque con abbondanza nei mesi estivi, resiste meglio al freddo. Per questo motivo si adatta più facilmente ai giardini dell'Italia centrale e settentrionale.

C'è poi il glicine giapponese, Wisteria floribunda, che nei giardini italiani è tutt'altro che raro: si riconosce dai racemi lunghissimi, che possono superare il mezzo metro, e dal fatto che si avvolge ai sostegni in senso orario, mentre la cinese lo fa in senso antiorario. È vigoroso quanto la cinese, e quindi condivide con lei il problema principale: su una pergola leggera diventa ingestibile.

L'acclimatazione nei giardini italiani

L'Italia offre condizioni molto diverse. Al sud, nelle zone costiere della Sicilia e della Campania, la wisteria americana trova temperature che somigliano al suo habitat originario, anche se meno umide. La pianta cresce vigorosamente e fiorisce con facilità. I mesi estivi lunghi e caldi favoriscono la maturazione dei rametti e la produzione di bottoni floreali per l'anno seguente.

Al centro, in Toscana e nelle regioni umbre, la wisteria americana comincia a mostrare il suo valore. Gli inverni non sono particolarmente rigidi; la primavera e l'estate offrono luce abbondante. La pianta si stabilizza bene, fiorisce tra giugno e agosto in modo affidabile, anche se non raggiunge la spettacolarità delle zone meridionali.

Al nord, in Lombardia, Emilia e Veneto, non c'è nulla di critico: la wisteria americana è più rustica della cinese e regge senza problemi gli inverni padani. Vale però la pena curare qualche dettaglio.

Come piantarla e farla prosperare

La wisteria americana preferisce terreni leggermente acidi e ricchi di sostanza organica. Non è una pianta che tollera l'aridità totale, a differenza di quanto spesso si crede. Nel suo habitat naturale cresce spesso vicino a corsi d'acqua e zone umide del sottosuolo. In giardino questo significa fornire innaffiature regolari durante l'estate, specialmente se la pianta è ancora giovane.

L'impianto avviene in primavera, da marzo ad aprile al nord, anche da febbraio al sud. La buca va scavata larga il doppio del pane radicale, ma profonda quanto basta perché il colletto resti al livello del terreno: interrarlo più in basso è il modo più rapido per far marcire la pianta. Aggiungere compost maturo. La pianta ha bisogno di una struttura di sostegno che sarà il suo habitat per decenni: pergolato solido, graticcio di legno trattato, filo di ferro ben teso. Non lasciarla a terra senza appoggio.

La potatura rappresenta il momento critico per l'assestamento della pianta. La wisteria americana fiorisce sui rami corti dell'anno precedente. In genere si potano i rametti laterali a due-tre gemme dalla base dopo la fioritura estiva, accorciando i lunghi tralci che fuoriescono dalla struttura. In inverno si può fare una potatura più decisa, riducendo la ramificazione secondaria. Non abbiate paura di tagliare: questa pianta sopporta potature radicali.

Fioritura e variabilità

La wisteria americana fiorisce fra la tarda primavera e l'estate, quando la cinese ha già finito da un pezzo, e spesso ripete con fioriture minori fino ad agosto. I fiori sono riuniti in racemi, cioè lunghe pannocchie, di colore che varia dal viola al lilla, dal rosa al bianco a seconda della varietà. La fragranza è presente ma leggera, ben diversa dal profumo intenso della cinese.

La cultivar "Amethyst Falls" produce fiori viola-blu con una seconda fioritura in agosto. "Nivea" è bianca e rifiorisce con regolarità. "Clara Mack" ha fiori bianchi e racemi corti e compatti. Tutte sono scelte affidabili per l'Italia.

La mancata fioritura rappresenta il problema più comune. Di solito dipende da due cause: troppa ombra, che limita la maturazione dei rametti di fioritura, oppure eccesso di azoto nel terreno, che favorisce le foglie a scapito dei fiori. Per incoraggiare la fioritura, ridurre le concimazioni azotate dal momento della spuntatura primaverile; in giugno-luglio aggiungere concimi a base di fosforo e potassio.

L'eredità della pianta da bosco nel vaso europeo

Oggi, quando uno spettatore guarda una wisteria americana coprire un pergolato in un giardino dell'Italia centrale, vede il prodotto di tre secoli di esplorazioni, classificazioni e adattamenti. La pianta che fa parte del paesaggio urbano e rurale europeo è scesa dai boschi dell'Arkansas e della Carolina grazie alla curiosità sistematica dei botanici dell'Illuminismo e del primo Ottocento.

La wisteria americana rimane tuttora una scelta consapevole, meno spettacolare della cinese ma più affidabile, soprattutto per chi non possiede un giardino esposto a sud in piena regione mediterranea. Non è la pianta che trasforma una parete bianca in una cascata floreale in tre settimane. È la pianta che, anno dopo anno, mantiene la promessa della fioritura estiva, che sa adattarsi al nostro clima senza pretese eccessive, che onora il nome del medico della Pennsylvania lasciandosi coltivare con consapevolezza storica.

Scegliere la wisteria americana nel nostro giardino significa accogliere una storia di viaggio, classificazione scientifica, e piccoli tentativi di domesticazione vegetale. Significa cioè comprendere che dietro ogni fiore che fiorisce c'è una catena invisibile di scoperte naturalistiche che ancora oggi ci permette di abitare lo spazio all'aperto con piante che non appartengono al nostro continente, ma che lo hanno adottato come parte della loro storia.

Una nota sulla tossicità. Come tutti i glicini, anche quelli americani sono tossici, e la parte pericolosa sono i baccelli con i loro semi: somigliano a piccoli fagioli, ne bastano pochi per intossicare un bambino e sono la causa più frequente di avvelenamento da pianta ornamentale. Su un pergolato frequentato conviene raccoglierli quando maturano, invece di lasciarli cadere a terra.