A metà agosto i balconi si dividono in due categorie. Quelli spenti, con le piante di giugno ormai stanche, e quelli che continuano a fiorire perché qualcuno è passato dal vivaio. In questi giorni i garden center sono pieni di piante già in fiore, e il rosso è il colore che regge meglio la luce forte di agosto.

C'è però una regola che i vivaisti ripetono e che quasi nessuno segue: si comprano le piante in boccio, non quelle in piena fioritura. Una pianta già carica di fiori aperti ha speso metà della sua energia. In boccio dura il doppio, e si adatta meglio al vaso nuovo.

Il geranio resta il numero uno

È il classico che nessuno batte, e il rosso è la sua tinta storica. Regge il pieno sole, sta bene anche in cassette medio-piccole e continua a fiorire fino ai primi freddi se lo si tratta bene.

Chiede due cose e non ne perdona la mancanza: acqua regolare e concime ogni due settimane. Senza nutrimento smette di produrre boccioli e si esaurisce nel giro di poche settimane. In questa stagione va guardato anche da vicino: se compaiono fori nei boccioli o steli che si svuotano e si spezzano, è la farfallina del geranio, la cui larva scava dentro i fusti. I rami colpiti vanno tagliati ed eliminati subito, perché quando la pianta collassa è ormai troppo tardi. Se hai già gerani che hanno rallentato, prima di comprarne altri conviene provare a rilanciare quelli che hai.

La begonia per gli angoli meno assolati

Fiorisce da luglio fino all'autunno e i fiori doppi rossi sono tra i più belli della stagione. La differenza col geranio sta nella luce: la begonia dà il meglio dove il sole non picchia tutto il giorno.

Ha foglie un po' carnose, quindi sopporta il caldo meglio di quanto sembri, ma teme i ristagni: l'acqua ferma nel sottovaso le fa marcire le radici in fretta. Vuole innaffiature regolari e concimazioni frequenti, soprattutto in vaso. È la scelta giusta per il lato nord o per gli angoli in ombra parziale, come conferma questa rassegna delle piante fiorite di agosto.

La dipladenia sale e riempie

Chiamata anche mandevilla, è un rampicante che si può coltivare anche ricadente. Fa grandi fiori a trombetta nei toni del rosso e del rosa, con un fogliame lucido che resta bello anche fuori fioritura.

È la pianta giusta per chi ha una ringhiera da coprire o una parete spoglia. Va però messa in chiaro una cosa: la dipladenia fiorisce in proporzione al sole che riceve, e in ombra parziale sopravvive benissimo ma produce poco o nulla. Se la si compra per i fiori, serve una posizione luminosa con qualche ora di sole diretto. Su un balcone piccolo conviene guidarla su un supporto verticale: occupa poco per terra e molto in altezza.

Impatiens e lantana, le due facili

L'impatiens è la pianta per chi teme di non saperci fare: si trova in tutti i vivai, costa poco e fiorisce per tutta la bella stagione senza chiedere nulla di particolare. Fra i due tipi in commercio conviene scegliere le Nuova Guinea, che hanno fiori più grandi e sopportano molte più ore di luce delle vecchie impatiens da ombra; anche loro, però, in agosto vanno riparate dal sole delle ore centrali, altrimenti si affloscia tutto in un pomeriggio.

La lantana invece è l'opposto: pianta da pieno sole, robusta, con infiorescenze che virano dal giallo all'arancio al rosso man mano che maturano. Un solo vaso di lantana dà tre colori insieme. Entrambe si accontentano di cassette ampie e di un'innaffiatura al mattino.

Come farli durare fino a ottobre

Il vaso conta più della pianta. Cassette ampie e profonde significano più terra, più riserva d'acqua e radici che restano fresche, come raccomandano le guide sui fiori estivi resistenti al caldo: in un contenitore piccolo, con questo caldo, qualsiasi fiore rosso dura tre settimane.

Poi ci sono i tre gesti che valgono per tutte e cinque: innaffiare al mattino presto senza lasciare acqua nel sottovaso, togliere i fiori appassiti ogni giorno, concimare ogni due settimane con un prodotto per piante fiorite. Con l'ondata di calore in corso vale anche quanto scritto nella nostra guida su cosa fare alle piante del balcone: le piante appena comprate vanno tenute lontane dal sole delle ore centrali per i primi giorni.

Chi mette a dimora adesso ha il balcone rosso entro pochi giorni e ci arriva fino a ottobre. Vale la pena scegliere piante in boccio anche se sembrano meno belle sul bancone del vivaio: sono quelle che regaleranno più fiori una volta a casa.

Una nota sulla tossicità. La lantana è tossica in tutte le sue parti, e la parte più pericolosa sono le bacche acerbe, verdi o nerastre, che somigliano a piccole more e attirano i bambini: ingerite provocano vomito, dolori addominali e in quantità disturbi seri. Su un balcone frequentato conviene togliere le infruttescenze man mano che si formano, e potare con i guanti perché le foglie irritano la pelle. Anche la dipladenia va maneggiata con attenzione: è un'Apocinacea, la stessa famiglia dell'oleandro, e il lattice bianco che esce dai tagli irrita pelle e occhi ed è tossico per cani e gatti.

Il geranio da balcone non è un Geranium. È un Pelargonium, genere sudafricano che Linneo aveva accorpato ai gerani europei e che un botanico francese separò nel 1789: il nome comune è rimasto quello sbagliato ed è ormai insostituibile. La distinzione conta in pratica, perché i Geranium veri sono perenni rustici da bordura che reggono il gelo, mentre il pelargonio è una pianta che ama il sole e muore alla prima gelata seria.