La pianta venduta al prezzo più alto documentato è un'orchidea che non esiste in natura: la Shenzhen Nongke, creata in otto anni di lavoro in un laboratorio cinese e venduta a un'asta nel 2005 per 1,68 milioni di yuan, circa 160 mila euro al cambio di allora, secondo quanto riportarono i giornali cinesi. Chi cerca qual è la pianta più costosa al mondo trova però liste dove compaiono fiori che non si vendono, rose che sono costate milioni da creare ma non da comprare, e bonsai con prezzi riferiti da un solo articolo. Qui si vede che cosa è stato pagato davvero, con la fonte, e che cosa è un prezzo di sviluppo o una leggenda.

Qual è la pianta più costosa al mondo fra quelle vendute

L'orchidea Shenzhen Nongke è un ibrido ottenuto dall'istituto di ricerca agricola di Shenzhen, che fiorisce ogni quattro o cinque anni, e il prezzo dell'asta del 2005 è l'unico riferito da fonti di stampa, cinesi e poi internazionali; l'acquirente non è noto e la pianta non è stata rivenduta, quindi il valore resta quello di una sola transazione. Dietro c'è un bonsai, e qui la cautela serve più che altrove: nel novembre 2011, alla undicesima Asia-Pacific Bonsai and Suiseki Convention di Takamatsu, in Giappone, un pino bianco giapponese fu esposto dalla S-Cube di Seiji Morimae con un cartellino da 100 milioni di yen, circa 900 mila euro. Il secondo giorno comparve l'indicazione di venduto, ma il prezzo effettivamente pagato non è mai stato reso pubblico: quei 100 milioni sono la cifra richiesta, non quella incassata, e tutte le classifiche che circolano ripetono la prima come se fosse la seconda. Poi le piante d'appartamento variegate, che negli anni della pandemia hanno avuto aste vere e documentate: una Rhaphidophora tetrasperma variegata è stata venduta su un sito di aste della Nuova Zelanda nel 2021 per 27.100 dollari neozelandesi, circa 16 mila euro, e la piattaforma ha confermato la vendita. Per qual è la pianta più costosa al mondo con una ricevuta, questi tre sono i casi con una cifra e una fonte. Ne abbiamo raccolti altri fra i record del regno vegetale. C'è poi un caso storico che vale come tutti: nel febbraio 1637, al culmine della mania dei tulipani in Olanda, un bulbo di Semper Augustus fu offerto a 10 mila fiorini, il prezzo di una casa sui canali di Amsterdam, secondo i documenti raccolti dalla storica Anne Goldgar nel suo libro del 2007; la vendita non è documentata, l'offerta sì. Qual è la pianta più costosa al mondo in rapporto ai salari del tempo è forse ancora quel bulbo.

Qual è la pianta più costosa al mondo fra quelle che non si comprano

Molte liste mettono al primo posto il Kadupul, un cactus dello Sri Lanka, Epiphyllum oxypetalum, che fiorisce di notte e appassisce prima dell'alba: lo chiamano il fiore senza prezzo perché non si può vendere, e lo stesso cactus si compra in qualunque vivaio per pochi euro. Non è costoso, è invendibile per poche ore. Un altro caso ricorrente è la rosa Juliet, presentata da David Austin al Chelsea Flower Show nel 2006 dopo quindici anni di selezione: i tre milioni di sterline che si leggono sono il costo dichiarato dello sviluppo, non il prezzo di una pianta, che oggi costa come le altre rose inglesi. Lo stesso vale per lo zafferano, che è la spezia più cara al mondo, fino a diecimila euro al chilo di stimmi secondo le quotazioni di mercato, ma i bulbi si comprano a centesimi, e per la vaniglia. Quando si cerca qual è la pianta più costosa al mondo, si trova soprattutto questo: piante rare o lente, il cui prodotto vale molto, confuse con piante che qualcuno ha pagato molto. Le liste che mettono in fila il Kadupul, la Juliet e lo zafferano stanno sommando un fiore che appassisce, un budget di ricerca e un prezzo al chilo. Qual è la pianta più costosa al mondo, se si chiede una pianta da comprare, resta l'orchidea di Shenzhen.

Perché una pianta costa tanto

Tre cose fanno il prezzo. La prima è il tempo: un bonsai di trecento anni non si produce, si eredita, e i pini di Takamatsu hanno alle spalle generazioni di potature. La seconda è la rarità che non si può copiare in fretta: una pianta variegata per una mutazione stabile si moltiplica solo per talea, una alla volta, e finché la domanda supera le talee il prezzo sale; quando i vivai la producono in coltura di tessuti, come è successo alla Monstera variegata dopo il 2022, il prezzo scende in un anno. La terza è la moda, che è la meno stabile: la mania dei tulipani è durata due anni e i prezzi delle variegate del 2021 sono scesi di dieci volte. Chi cerca qual è la pianta più costosa al mondo trova sempre un prezzo di un momento, e il momento passa.

Quello che si può comprare in Italia

Chi cerca qual è la pianta più costosa al mondo e poi guarda i vivai italiani trova in cima gli olivi secolari, spostati dai campi ai giardini: un esemplare di due o trecento anni costa da qualche migliaio a decine di migliaia di euro, secondo i listini dei vivai pugliesi e toscani, e il prezzo cresce con la circonferenza del tronco. Seguono le palme adulte, i bonsai importati dal Giappone, che superano i diecimila euro per esemplari con decenni di formazione, e le variegate rare, per cui le aste in rete sono ancora il mercato. Nessuna arriva alle cifre di Shenzhen o di Takamatsu, e chi cerca un record italiano non lo trova documentato: il prezzo più alto pagato per una pianta in Italia non è mai stato pubblicato.

La risposta in una riga

Un'orchidea cinese venduta nel 2005 per l'equivalente di 160 mila euro, un pino bonsai di trecento anni per 900 mila nel 2011, e un bulbo di tulipano del 1637 che valeva una casa. Qual è la pianta più costosa al mondo è una domanda che ha una risposta per ogni epoca, e nessuna dura.