Guarda il centro di un fiore di geranio selvatico completamente aperto. Attenzione, perché qui la parola geranio va presa alla lettera: non si parla del Pelargonium che teniamo sul balcone, ma del Geranium vero, quello che cresce spontaneo nei prati e ai bordi dei sentieri, con i suoi cinque petali uguali e i fiori piccoli e simmetrici. Tra i petali possono comparire alcune piccole strutture rossastre che si piegano verso l'esterno e sembrano quasi minuscoli riccioli o uncini. Sono talmente particolari che, osservando il fiore da vicino, diventano uno dei dettagli che attirano maggiormente l'attenzione.
Non sono nuovi petali, non sono piccoli germogli e soprattutto non indicano che il fiore abbia qualcosa che non va. Stiamo osservando parti dell'apparato riproduttivo del fiore e, in particolare, nella zona centrale diventa evidente lo stimma con i suoi lobi. Durante lo sviluppo del fiore queste strutture possono cambiare posizione e aspetto.
COSA SCOPRIRAI
- Guarda i piccoli riccioli al centro
- Non sono petali che stanno nascendo
- Perché lo stimma si apre
- Il fiore non rimane sempre uguale
- Anche le linee sui petali hanno una funzione
- Cosa compare dopo la fioritura
Guarda i piccoli riccioli al centro
Il particolare si vede molto bene quando il fiore è completamente aperto. I cinque petali formano una corolla quasi piatta e attirano immediatamente lo sguardo per il loro colore. Ma basta avvicinarsi per scoprire che la parte più complessa si trova proprio nel mezzo.
Nella fotografia si distinguono chiaramente alcune strutture sottili. Alcune sembrano terminare con una piccola curva e possono ricordare degli uncini.
Non serve toccarle per capire che cosa sta succedendo. Anzi, è meglio evitare di piegarle o spostarle con le dita: sono parti delicate del fiore.
Osservando due fiori apparentemente identici potresti inoltre accorgerti che il loro centro non presenta esattamente lo stesso aspetto. È un dettaglio importante.
Non sono petali che stanno nascendo
I petali del geranio sono già completamente formati quando il fiore si apre. Quei piccoli elementi centrali appartengono invece alle strutture coinvolte nella riproduzione.
Nel genere Geranium il fiore presenta normalmente cinque petali uguali, dieci stami e un pistillo formato da cinque carpelli. Lo stilo si divide in cima in cinque lobi stimmatici che, a maturità, si aprono a stella e si arricciano all'indietro: sono loro i riccioli che notiamo guardando il fiore da vicino, e sono cinque proprio come i petali.
È anche il modo più rapido per distinguere i due generi che condividono il nome comune. Il Pelargonium ha fiori a simmetria bilaterale, con i due petali superiori diversi dai tre inferiori, sette stami fertili e uno sperone nascosto lungo il peduncolo. Il Geranium ha fiori a simmetria raggiata, dieci stami e nessuno sperone.
È quindi sbagliato interpretarli come qualcosa che sta crescendo sopra il fiore o come una deformazione provocata da un problema della pianta.
Fanno parte della normale anatomia del geranio.
Perché lo stimma si apre
Lo stimma è la parte del fiore destinata a ricevere il polline. La sua presenza è quindi direttamente collegata al processo che può portare alla fecondazione e successivamente alla produzione dei semi.
Quando i lobi dello stimma diventano ben visibili e si dispongono verso l'esterno, la parte centrale del fiore può assumere quell'aspetto curioso che nella fotografia ricorda una piccola figura disegnata sopra i petali.
Non bisogna però pensare al fiore come a una struttura immobile dal momento dell'apertura fino all'appassimento.
Durante la sua vita le strutture riproduttive attraversano differenti fasi di maturazione. In diverse piante la maturazione delle parti maschili e femminili può inoltre avvenire in momenti differenti, un meccanismo che può contribuire a limitare l'autoimpollinazione.
Il fiore non rimane sempre uguale
Questo è probabilmente l'aspetto più interessante da osservare direttamente sulla pianta.
Scegli un bocciolo prossimo all'apertura e guardalo ogni giorno senza toccarlo. Quando i petali si distendono, osserva soprattutto ciò che accade al centro.
Confrontalo poi con un fiore più vecchio presente sulla stessa pianta. Potresti vedere stami, antere e stimma in posizioni differenti, perché non tutti i fiori che vediamo contemporaneamente sono necessariamente nello stesso momento del loro ciclo.
La presenza di due fiori aperti non significa infatti che abbiano esattamente la stessa età.
Uno può essersi aperto da poco, mentre l'altro può essere già più avanti verso la conclusione della fioritura.
Anche le linee sui petali hanno una funzione
Nella fotografia c'è un secondo particolare difficile da ignorare. Dai bordi viola dei petali partono sottilissime linee rossastre che convergono verso il centro del fiore.
Non sono casuali. In diverse specie di Geranium le venature visibili sui petali possono funzionare come guide del nettare, segnali che contribuiscono a orientare gli insetti impollinatori verso il centro del fiore.
È interessante osservare insieme i due elementi: le linee sembrano condurre lo sguardo verso quella stessa zona nella quale si trovano le piccole strutture riproduttive.
Ciò che a noi appare soprattutto come un bellissimo disegno viola e rosso è quindi parte di un fiore costruito attorno alla riproduzione e all'interazione con gli impollinatori.
Cosa compare dopo la fioritura
La trasformazione non termina quando cadono i petali. Se l'impollinazione e la fecondazione hanno avuto successo, la parte centrale continua il proprio sviluppo e comincia la formazione del frutto contenente i semi.
Ed è proprio qui che il geranio riserva un'altra sorpresa.
Il nome Geranium viene dal greco géranos, che significa gru: il frutto acerbo, con la sua punta lunga e sottile, ricorda il becco e la testa di quell'uccello, ed è per lo stesso motivo che in molti dialetti italiani queste piante si chiamano becco di gru o becco di cicogna. Quando il frutto matura, in molte specie i cinque carpelli si staccano dal basso e si arrotolano di scatto verso l'alto, scagliando i semi a distanza. È un lancio vero e proprio, che avviene in una frazione di secondo e che si può osservare anche sulle specie spontanee dei nostri prati.
Per questo, quando il fiore appassisce, vale la pena non eliminarlo immediatamente se vuoi osservare l'intero ciclo.
La prossima volta che trovi un geranio in fiore, quindi, non fermarti al colore dei cinque grandi petali. Guarda proprio nel punto verso il quale convergono tutte quelle sottili linee: quegli strani riccioli non sono petali deformati, ma una piccola parte del complesso meccanismo attraverso il quale il fiore può arrivare a produrre una nuova generazione di piante.
La farfallina del geranio. Il Cacyreus marshalli è oggi la prima causa di gerani rovinati in Italia, e il suo danno viene quasi sempre scambiato per un errore d'acqua: i boccioli seccano senza aprirsi, i getti si spezzano di netto, e dentro il fusto si trova una galleria vuota con la larva. Va intercettato presto, dai piccoli fori nei boccioli, perché quando la pianta collassa è troppo tardi: il controllo si fa a mano, spezzando un fusto sospetto per vedere se è cavo e togliendo subito boccioli e getti colpiti. Se la causa è l'insetto, innaffiare di più o spostare il vaso non serve a nulla.