Dentro una foglia di aloe ci sono due liquidi diversi: il gel trasparente del centro, che è acqua per oltre il 99 per cento, e il lattice giallo che sta subito sotto la buccia, che contiene l'aloina, una molecola che dal 2021 l'Unione europea ha vietato negli integratori alimentari con il regolamento 2021/468. Chi cerca a cosa serve la pianta di aloe trova un'unica risposta, che cura tutto, e la pianta ne dà invece due, con due usi che non si assomigliano. Qui si vede che cosa contiene il gel e che cosa il lattice, dove l'aloe è usata davvero, che cosa dicono le revisioni degli studi, quale specie è quale, e a cosa serve in un giardino italiano oltre che sulla pelle.

A cosa serve la pianta di aloe: il gel sulla pelle

La pianta più usata è Aloe vera, chiamata anche Aloe barbadensis, una succulenta senza fusto con foglie carnose a rosetta, originaria della penisola arabica e coltivata in tutti i paesi caldi. Il gel si ottiene tagliando la foglia, lasciando colare il lattice per qualche minuto e raschiando la polpa: è un gel di polisaccaridi, in particolare acemannano, che trattiene acqua e forma sulla pelle una pellicola fresca. È l'ingrediente che compare, con il nome INCI Aloe barbadensis leaf juice, in migliaia di creme, doposole, gel per capelli e detergenti, e la produzione mondiale, secondo l'International Aloe Science Council, l'associazione dei produttori, supera le 60 mila tonnellate di foglie l'anno, con il Messico, la Repubblica Dominicana e la Cina fra i primi paesi. Sul gel applicato alle scottature e alle piccole ustioni esiste una revisione della Cochrane Collaboration del 2012, che ha esaminato gli studi disponibili e ha concluso che le prove sono insufficienti per dire che acceleri la guarigione: la sensazione di fresco è reale, l'effetto sulla ferita non è dimostrato. È il dato più onesto su a cosa serve la pianta di aloe come cosmetico: idrata la superficie e rinfresca, e il resto è tradizione. Del gel abbiamo scritto in da dove viene l'aloe delle zone calde. A cosa serve la pianta di aloe sul balcone, con una foglia tagliata al bisogno, è quindi la stessa cosa del doposole: acqua e polisaccaridi sulla pelle, da una pianta che ricresce.

A cosa serve la pianta di aloe: il lattice, il succo e i limiti

Il lattice è l'altra metà. È il liquido giallo e amaro che cola dal taglio, contiene aloina e altri derivati idrossiantracenici, ed è stato per secoli un lassativo: l'aloe delle farmacie ottocentesche era questo, seccato in pani neri. Nel 2018 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha valutato quelle sostanze e ha concluso che sono genotossiche, e nel 2021 il regolamento europeo 468 le ha vietate negli integratori: i succhi di aloe in vendita in Europa devono oggi essere privati del lattice, e l'etichetta deve indicarlo. Per chi cerca a cosa serve la pianta di aloe da bere, la risposta è quindi che il succo legale è gel diluito, e che il lattice non si beve, né dalla bottiglia né dalla foglia di casa: quello è un altro discorso, da non fare con una pianta sul davanzale. Esiste poi una seconda specie, Aloe arborescens, con foglie più sottili e un fusto che cresce, comune nei giardini del Sud: ha lo stesso gel e lo stesso lattice, ed è la specie di una ricetta con miele e grappa che circola in Italia dagli anni Novanta e che non ha uno studio a sostenerla. A cosa serve la pianta di aloe, sulla base di quello che le agenzie hanno valutato, si riduce così: gel sulla pelle sì, lattice no, succo solo depurato.

In giardino e in casa

A cosa serve la pianta di aloe in giardino è una domanda diversa: l'aloe è una pianta grassa che serve, prima di tutto, a essere coltivata, regge la siccità, vive in vaso per decenni, fa polloni che si staccano e si ripiantano, e nel Sud d'Italia in piena terra l'arborescens diventa un cespuglio di due metri che fiorisce in inverno con spighe rosse, quando poco altro fiorisce, e nutre le api nei mesi vuoti. Sul balcone chiede sole, un terriccio che dreni e acqua rara, e sotto i cinque gradi va coperta. Le foglie tagliate per il gel si prendono dal basso, una alla volta, e la pianta non se ne accorge. Vale un'avvertenza per chi ha animali in casa: le foglie sono tossiche per cani e gatti, per l'aloina, come abbiamo spiegato nell'articolo sull'aloe e i gatti. Per chi si chiede a cosa serve la pianta di aloe in un appartamento, la risposta è una pianta che non muore e che ogni tanto dà una foglia per il doposole.

Quello che si legge e non regge

Su a cosa serve la pianta di aloe le frasi che non reggono sono cinque. Si legge che l'aloe cura le ustioni: la revisione Cochrane del 2012 non ha trovato prove sufficienti. Si legge che il succo depura: le agenzie europee hanno vietato il componente attivo che quel succo conteneva. Si legge che l'aloe purifica l'aria della casa: viene dallo studio della NASA del 1989 sulle camere chiuse, e in una stanza vera l'effetto non è misurabile. Si legge che tutte le aloe si usano allo stesso modo: il genere ha oltre 500 specie, e solo vera e arborescens sono studiate. Si legge infine che il gel fresco è meglio di quello in tubetto: il gel fresco si ossida in poche ore e va usato subito, quello stabilizzato dura mesi, e sulla pelle fanno la stessa cosa.

La risposta in una riga

Il gel idrata e rinfresca la pelle, ed è l'ingrediente di migliaia di cosmetici; il lattice è vietato negli integratori dal 2021; la pianta vive in vaso per decenni e fiorisce d'inverno. A cosa serve la pianta di aloe ha due risposte, e la foglia le tiene separate da uno strato sottile.